Sulle spalle dei giganti

«Siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti» Bernardo di Chartres, XII secolo
venerdì, 18 luglio 2008

DEDICATO
Tra il ’78 e l'80 impazzavano le radio locali. Ve lo ricorderete.
Non c’era angolo della penisola che non possedesse un’emittente radiofonica, cui spesso si affiancava una tv. I nomi di radio e tv spaziavano dalla geografia all’astronomia, dalla zoologia alla puro gioco linguistico. La possibilità di trasmettere su tutto il territorio nazionale ha dato vita al fenomeno dei network e ha polverizzato, quasi del tutto, le esperienze locali.
E tutti ricorderete lo spazio delle dediche musicali: si telefonava alla redazione e “si ordinava” il pezzo per l’amico/a del cuore, per la moglie, l’amante, i nonni etc…
Spesso la dedica, che precedeva l’esecuzione, era più lunga della canzone stessa!
Bene, stamani m’è preso il piglio delle dediche musicali.
A chi presumo di conoscere dedicherò un brano musicale, giovandomi dell’incriminato youtube.
Chissà se si riconoscerà, in qualche modo, nella scelta operata.
È un modo per giocare insieme.
Chi avrà voluto, poi, potrà procedere a fare la medesima cosa nel proprio blog.
Questa volta non incateno nessuno; mi infastidisce, infatti, che un gesto di attenzione per l’altro divenga motivo di polemica, indifferenza o silenzio.
 
****
Un grazie a Perla, che m’ha ispirato il post!
 
 
postato da: melchisedec alle ore luglio 18, 2008 09:51 | link | commenti (13) | commenti (13)
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giovedì, 17 luglio 2008

Tenerumi
Ho sbrigato le ultime incombenze a scuola.
Durante l’anno ho fatto da tutor a due colleghi che sono approdati alle superiori con passaggio di ruolo e, stamani, si è riunito il comitato di valutazione.
Una di essi è giovanissima, alacre e molto motivata.
L’altro ha insegnato per anni alla scuola media inferiore.
A conti fatti, lui avrebbe potuto insegnarmi di più sul piano didattico.
I nostri abboccamenti sono stati rarissimi, mentre con la giovane lo scambio è stato continuo.
La riunione mi ha permesso di rivedere alcuni colleghi.
Un’umanità varia e ricca a suo modo che, in veste semi-vacanziera, osservi con occhi meno critici e severi.
Ultimati i lavori, ho voluto abbracciare il mio preside, che andrà in pensione tra due mesi.
Lo stimo molto, soprattutto per la sua disponibilità, il buon senso, la capacità di mediare i conflitti.
Infine ho varcato la stanza della segreteria.
Tra il gelo dell’aria climatizzata e gli occhi di noia degli applicati il sorriso di Mimma, la segretaria, ad accogliermi.
Avevo scordato di presentare la domanda di ferie!
Ora interrompo però.
DSC00984Il coperchio della pentola con i suoi tin tin tin mi avverte che la zuppa di zucchini e patate è pronta.
Non vorrei farla tostare sui fornelli!
 
(Nell’immagine i tenerumi, che producono degli zucchini lunghissimi, buoni anche crudi)
postato da: melchisedec alle ore luglio 17, 2008 13:30 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: nugae, melchisedec, rappresentazione, rappresentazione di sè, cronache extra-scolastiche
mercoledì, 16 luglio 2008

La tempestosa leggiadria del terrore
In questi giorni ho concluso la lettura-studio di un testo illuminante, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica di Mario Praz, 1930. Si tratta di una pietra miliare nel campo della critica tematica. Il saggio fa luce, nella parte introduttiva, sulle categorie di classico e romantico, che Praz mette in discussione per l’uso scientifico che ne fanno gli eruditi, e prosegue, poi, ad illustrare, con dovizia di citazioni letterarie e iconografiche, lo stretto legame che c’è tra Romanticismo e Decadentismo. Con ironia Praz smonta, pezzo per pezzo, tutti i luoghi comuni che si sono incrostati sui manuali scolastici e offre ai docenti e agli alunni delle quinte classi spunti, strumenti e risorse per uno studio, della letteratura e dell’arte, alieno dalla banalizzazione dilagante.
Mi piace condividere con voi un lacerto sulla bellezza medusea. La parola a Shelley!
 Medusa_uffizi
"Giace, fissando il cielo notturno, supina sull'annuvolata vetta d'un monte; sotto, è un tremolare di distanti terre. Il suo orrore e la sua bellezza sono divini. Sulle sue labbra e sulle palpebre posa la venustà come un'ombra: ne irradiano, ardenti e fosche, le agonie dell'angoscia e della morte che sotto si dibattono. Pure non tanto è l'orrore quanto la grazia a impietrire lo spirito del riguardante, su cui si scolpiscono i lineamenti di quella morta faccia, finché i caratteri ne penetrano in lui, e il pensier si smarrisce; è la melodiosa tinta della bellezza, sovrapposta alla tenebra e al baglior della pena, che rendono umana e armoniosa l'impressione. E dal suo capo, come se fosse da un sol corpo, sorgono, pari all'erba da un'umida roccia, capelli che son vipere, e si attorcono e si distendono, e intrecciano i nodi tra loro e in infiniti avvolgimenti mostrano lo splendore metallico, quasi a irridere la tortura e la morte interiori, e tagliano l'aria compatta colle loro scheggiate mandibole. E da una pietra accanto un velenoso ramarro si indugia a spiare entro quegli occhi gorgonei, mentre nell'aria attonito un orrido pipistrello è svolazzato fuori dalla tana dove questa spaventosa luce l'ha sorpreso, e si precipita come una tarma a una candela; e il cielo notturno balena d'una luce più spaventosa dell'oscurità. È la tempestosa leggiadria del terrore: dalle serpi lampeggia un cupreo bagliore acceso in quei loro inestricabili avvolgimenti, e fa intorno come un vibrante alone, mobile specchio di tutta la beltà e di tutto il terrore di quel capo: un volto di donna con viperei crini, che nella morte contempla il cielo da quelle umide rocce."
(Percy Bysshe Shelley, Sulla Medusa di Leonardo da Vinci nella Galleria di Firenze, 1819… forse di un ignoto fiammingo )
 
 
postato da: melchisedec alle ore luglio 16, 2008 10:20 | link | commenti (11) | commenti (11)
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martedì, 15 luglio 2008

TG MEL FLASH

ScannedImage-4Quell’invertebrato del vice-dirigente del liceo, dove ho fatto il commissario, ha tartassato di telefonate il mio vice, lamentando il mio rigore, chiedendogli chi mai fossi, se insomma avessi le carte in regola per dare un minino di dignità agli esami di stato!
Me lo ha rivelato da poco in uno scoppio di sincerità.
Ti ho difeso strenuamente.
(Tra pari, si sa, si dicono le peggiori cose!)
Comunque sia, l’invertebrato non scorderà facilmente il mio nome.
Né io il suo ghigno inviperito!
Nella vita ci si incontra, prima o poi.
Edmond Dantès docet!
 
Festino di Santa Rosalia sottotono quest’anno.
Per poco il sindaco di Palermo non veniva accoppato a causa dei tagli nel settore social-popolare.
Neanche TGS, tv siciliana, ha trasmesso in diretta il festino.
Io, però, non ho rinunciato, a cena, alle mandorle appena colte e all’anguria!
Mancavano i babaluci.
 
Oggi è il compleanno del mio amico Francesco di Lampedusa, che abbellisce, molto spesso, i miei post con le sue superbe foto.
A lui dedico questa CANZONE.
 
Sono assolutamente favorevole al ripristino del voto di condotta. Perché in chiesa, nelle aule dei tribunali, negli ospedali vige un codice di comportamento comunemente condiviso, mentre a scuola gli alunni "fanno i che cazzo vogliono"? Il problema mi tocca marginalmente, poiché nelle mie ore non vola 'na mosca e si dialoga con reciproco rispetto dei ruoli e delle funzioni, ma una linea comune di regole necessita. Eccome, se necessita!
postato da: melchisedec alle ore luglio 15, 2008 09:40 | link | commenti (25) | commenti (25)
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lunedì, 14 luglio 2008

La Stephanotis e il gatto

351px-Stephanotis_floribundaMi sono ubriacato le narici di Stephanotis floribunda l’altro pomeriggio.
Abituato a vederla giganteggiare dai vasi di terracotta, abbarbicata ad una sottile cannula, l’ho ammirata, invece, correre lungo tutta la parete del cortile di una palazzina antica.
Il pianterreno è adibito a ristorante nelle ore serali, ma già a partire dal tardo pomeriggio è possibile gustare dei buoni aperitivi, solo a patto che si prenoti.
La prenotazione, nella mentalità del volgo aristocratico-borghese di Palermo, è segno di esclusività del servizio, indice di buona qualità delle pietanze, garanzia che incontrerai soltanto quelli della tua cerchia e che non ti ritroverai, seduti accanto al tuo tavolo, i tupamaros della società.
E in effetti io e i colleghi abbiamo gustato degli assaggini niente male e intravisto, relegata in un angolo con un’amica, una nota giornalista dai capelli rossi.
Il personale, però, ha dovuto fare i conti con una compagnia rumorosa di docenti i quali, fuori dalle aule, assumono gli stessi comportamenti, verbali e non verbali, degli alunni in classe… prima dell’appello!
A rovinare l’idillio s’ è messo pure un gatto che faceva le sue acrobazie tra i rami e la parete del cortile.
La tipa in veste di titolare dell’ordine, con le sue vocali chiuse e aperte, i suoni ben distinti di zeta ed esse, era disperata, perché né noi né il gatto avevamo intenzione di smobilitare.
Miagolava i suoi rimproveri alla bestiola, sorda ad ogni richiamo.
Dalle pieghe aristocratiche degli zigomi si arguiva che anche il giovane cameriere sprizzava orrore e fastidio per la plebaglia animale e umana.
Per un attimo si è temuto il peggio.
Con una zampata il gatto stava per staccare uno dei foulards posti a coreografia del cortile!
Poi, manco a farlo apposta, il felino si è piazzato sul muretto dietro la mia poltrona, per rendere movimentato il passaggio dell’aperitivo lungo il mio esofago.
Tutti, infine, ci siamo tranquillizzati, perché il gatto è rimasto lì ad osservarci senza nessuna intenzione offensiva.
Probabilmente era affamato.
Ma nessuno di noi ha avuto il coraggio di dargli almeno i rimasugli degli assaggini, perché la titolare, come minimo, ci avrebbe scaraventati fuori dal locale!
 
Dal canto mio, se avessi potuto, Le avrei lanciato addosso il gatto!
 
 
postato da: melchisedec alle ore luglio 14, 2008 09:17 | link | commenti (17) | commenti (17)
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sabato, 12 luglio 2008

Web-a-mente

PremioNon ci si può sottrarre ad un’attestazione di stima e di simpatia, seppure ci si conosca soltanto web-a-mente.
Dapprima GIPSYPERLAGIULIA, adesso i TRESNOVIOS hanno inghirlandato il mio blog con un premio, BRILLANTE WEBLOG PREMIO 2008.
Li ringrazio con tutto il cuore e colgo l’occasione per spendere quattro parole sull’esperienza del blog.
Sono trascorsi ben tre anni da quando CICCIOPROF mi iniziò allo sfaccettato mondo bloggaro e da allora è stato un arricchimento costante.
Si è creata una così fitta rete di scambi, pensieri ed emozioni che mio grande desiderio è conoscere dal vivo molti di voi.
Tutte le volte in cui mi connetto corro subito a leggere se gli amici hanno scritto un nuovo post o risposto ai commenti.
I miei punti fermi da sempre....
*Non ho mai concepito il blog come scimmiottamento delle testate giornalistiche, non avendo né gli strumenti, né l’autorizzazione, né la voglia. Semmai sono partito dalla contemporaneità, per sollevare questioni e avviare riflessioni, e dall’esperienza di vita, propria e altrui.
*Non ho mai concepito il blog come luogo privilegiato di anime belle in cerca di sublimazione, come balconcino sul web da cui mostrare lo scoppiettante o depresso ego.
*Il blog non è un surrogato di vita, ma un’appendice di vita in parole, una forma di auto rappresentazione e di rappresentazione della realtà, una modalità verbale per esprimere la posizione dell’io penso rispetto all’io sono. Non sempre coincidono, a prescindere dalla volontà.
*Il blog è divertimento, nel senso etimologico di “de-vertere”, sia intellettivo che emotivo.
Spesso il blog diventa una specie di castello di Atlante di ariostesca memoria.cavaliere
I bloggari s’aggirano per le vie del web inseguendo miraggi di gratificazione in una continua vicenda di illusione/delusione, mescolando realtà e sogno e divenendo così schiavi di un mondo che è anche parvenza e illusione. Talvolta ci si adombra, perché le risposte che ci aspettiamo non sono quelle che arrivano. Gli specchi, se tanti, ingannano. Fa parte del gioco.
Come Ariosto non si può che essere indulgenti e comprensivi nella cornice del rispetto reciproco.
E ora basta che, come al solito, scrivendo troppo, annoio.
 
Riporto il regolamento del meme:
Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!
1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegli un minimo di 7 blog che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”;
3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
I blog riportati alla rinfusa e da me premiati insieme alla motivazione:
http://lapolveredoratadeltempo.splinder.com/ : schiettezza espressiva, autenticità del vissuto, prosa avvincente. In assoluto è il blog, in cui ritrovo tessere di me stesso. Mi piacerebbe se fosse mia collega a scuola.
http://mariaprivi.splinder.com/ : adoro l’originalità di Maria in tutte le forme in cui essa s’esprime. Lo so che mi tirerà le orecchie per il premio. Mi piacerebbe se fosse mia collega a scuola.
http://laricreazione.splinder.com/ : Ciccioprof non meriterebbe questo premio. Un gran monellaccio che spesso abbandona il suo blog, non risponde ai messaggi, ignora gli inviti, snobbbbbbba le inezie che tutti in qualche modo scriviamo. Della sua prosa io sono innamorato: limpida, sorniona, accattivante.
http://tendarossa.splinder.com/ : Prosa stringata, vivace, intelligente. Di Marcello è adorabile il senso dell'umorismo. Mi piace anche quando fa il professore di filosofia. Mi piacerebbe se fosse mio collega a scuola. Lui ha il dono della sintesi, che io non possiedo.
http://perlasmarrita.splinder.com/ : Perla è una tessitrice gentilissima di relazioni umane e bloggare, ha un amore particolare per la fotografia, cosa che condivido.
http://dienebensonnen.splinder.com/ : Flalia è la cultrice delle piccole cose quotidiane; nei suoi post pulsano la semplicità e la dolcezza.
http://ahimsa.splinder.com/ : Harmonia è in assoluto la bloggeressa più impegnata; il suo blog è un serbatoio di fonti utili per uno sguardo più critico verso la realtà contemporanea.
http://alidada.splinder.com/ : La donna che ognuno vorrebbe avere come vicina di casa. Le sue foto sono straordinarie.
postato da: melchisedec alle ore luglio 12, 2008 08:58 | link | commenti (15) | commenti (15)
categorie: blogsfera, gentilezza, ariosto, melchisedec
venerdì, 11 luglio 2008

Un movimento di gioia

Ieri ANNALISA, in un commento al post Gratuità, ha citato un nome a me sconosciuto. Da curioso ho fatto una ricerca e ho scoperto che Don Luisito Bianchi scrive sommamente bene. Riporto una poesia e uno stralcio di prosa poetica.
Buona giornata!        
 
                  Come faville di brina i miei versi
                  sull’albero invernale che un frullìo
                  basta di passero a farne glissanti
                  note in caduta:
                                 poi chiazze rimangono
                  di parole sul bianco foglio in cifre
                  d’enigmi o gocce di nebbia a marcire
                  l’ultime foglie fedeli all’estate.
 
 
Da bambino, guardando dalla finestra della cucina l’aia deserta per il freddo, con un grande desiderio di neve in agguato sulle ciglia, mi capitava di gridare rivolto al nonno accanto al camino: Nevica, nonno, nevica; ed era invece solo un soffio di galaverna emesso da un passero che si posava sui fili della luce attraversanti l’aia, tutti impiumati di soffice biancore. La galaverna non faceva nemmeno a tempo a posarsi sul cemento dell’aia che era già sciolta, lasciandovi solo qualche macchiolina d’umidità. Ma la delusione, attutita dal riso buono del nonno, non intaccava la gioia di sentire prossima, con quell’annunciazione d’un attimo, la neve. Chissà se i miei versi avranno la stessa sorte della galaverna che vedo ancora cadere dagli alberi davanti alla mia finestra d’oggi, nella sua stagione, ma come attraverso la mia infanzia felice! Sia come sia, all’origine d’ogni mio verso c’è almeno un movimento di gioia, dicessi anche parole di fatica, per la sfida che lancio a me stesso di riuscire a costringere in poche sillabe, ostiche e iniziatiche, immagino, ampie distese di parole, come il pulviscolo di galaverna d’allora conteneva la visione d’un aia di cemento innevata.
 In, Sulla decima sillaba l’accento, Viboldone, 1995
 
 
postato da: melchisedec alle ore luglio 11, 2008 07:34 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: poesia, sguardi sul mondo, gioia, blogsfera, semplicità, prosa poetica
mercoledì, 09 luglio 2008

Gratuità

CIMG0005Si perde nelle oasi della memoria il mio penultimo bagno di notte.
A contraltare l’afa giornaliera c’è la frescura della notte.
Non meno di ventisei gradi, ma rispetto ai trentacinque pomeridiani c’è un abisso.
Svestirsi tra lo scuro e le fronde provoca sempre un brivido, che è nullo rispetto all’impatto con l’acqua.
La vegetazione, ai bordi della piscina, si anima per gli aliti di vento e nel silenzio ogni suono si amplifica.
Il guaito di un cane o un’anta chiusa di botto squassano il silenzio.
Nessun frinire, qualche segno di ali nascoste da un ramo a un altro.
Soffi di brezza.
Tremolio d’acqua e di pelle.
Ma al trasalimento subentra la voluttà.
È un passaggio levissimo.
Con i sensi immersi, il pensiero non s’arresta, forse si fa più impercettibile la sua frenesia.
Il pensiero affonda e pullula.
 
L'immersione nell'acqua ha ridestato in me il sentimento della gratuità.
L’acqua non chiede nulla, se non lo sforzo necessario per attraversarla o la concentrazione leggera, perché il pondus umano galleggi.
 
Gli uomini, abbiamo molto da imparare.
Anche da un bagno notturno.
E qui ci sta questa signora!
***********************************************************
Dedicato a chi coltiva il sentimento della gratuità e anche a chi fa razzia della e nella sensibilità altrui per i suoi meschini interessi!
************************************************************
Ho scattato la foto a Siracusa presso la fonte Aretusa. Un mese fa o poco più.
 
 
 
postato da: melchisedec alle ore luglio 09, 2008 11:30 | link | commenti (17) | commenti (17)
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